Vomito autoindotto e dipendenza: il vomiting
Pubblicato da Dott. Gianluigi Mansi in Bulimia · Mercoledì 18 Giu 2025 · 2:45
Tags: Vomito_autoindotto_dipendenza_vomiting
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Il vomito autoindotto è un sintomo spesso presente nei disturbi della alimentazione.
Esistono anche quadri clinici caratterizzati dal vomito autoindotto come patologia a se stante, in cui questo atto diventa un rituale che può condurre ad una vera e propria dipendenza (vomiting).
Il vomiting rappresenta quindi un disturbo del comportamento alimentare, un “rituale di piacere”, a cui risulta impossibile rinunciare.
Chi soffre di vomiting non vomita perché si è abbuffato, ma si abbuffa per vomitare.
Il susseguirsi di abbuffate e vomito porta quindi allo sviluppo di una dipendenza psicologica che trasforma il vomito in un rituale gratificante, difficile da interrompere.
Il vomiting può essere causato da sofferenze psicologiche profonde: eventi traumatici, lutti, abusi, bullismo possono scatenare un dolore emotivo intenso che l'individuo cerca di gestire attraverso il vomito. Vi è quindi una correlazione fra vomiting e autolesionismo: il bisogno di “addomesticare” emozioni dolorose.
QUALI SONO I PENSIERI RICORRENTI DURANTE E DOPO UN EPISODIO DI VOMITO?
Psicologicamente, il vomito autoindotto rappresenta una forma di liberazione dal senso di colpa che segue l’assunzione di cibo, conseguente alla perdita di controllo sul cibo. Il momento del vomito autoindotto rappresenta un momento difficile, drammatico, autoaggressivo, come per cancellare un errore, una colpa; quasi una pena da scontare accettando un momento sgradevole, fastidioso, sporco, che avviene in solitudine, di nascosto.
Eppure il vomito è anche un tentativo di conciliare il desiderio di mangiare con la paura di ingrassare e può portare rapidamente allo sviluppo di una dipendenza psicologica che trasforma lo trasforma in un rituale gratificante e difficile da interrompere.
In questa prospettiva il vomito può regalare un piacere intenso per la soddisfazione dell'atto di liberarsi dal cibo ingerito. Questa sensazione di sollievo e piacere agisce come un rinforzo positivo, alimentando il ciclo compulsivo delle abbuffate e dei comportamenti compensatori.
DOVE CI SI PROVOCA IL VOMITO?
Quando si sente la necessità di provocarsi il vomito che cosa accade? Occorre anzitutto trovare un luogo: provocarsi il vomito non è facile, può richiedere tempo e fatica. Un luogo che deve essere riservato, nascosto, discreto. Ma non è sempre possibile, se occorre provocarsi il vomito immediatamente dopo avere mangiato. Allora può essere il bagno di casa,
facile da raggiungere ma indiscreto, esposto. Il rumore provocato dal vomito può imbarazzare, esporre a critiche, rimproveri. Il luogo deve permettere di mascherare lo sforzo fisico, il volto provato e il disordine dell’abbigliamento. Ma il luogo, il momento più opportuno spesso non sono prevedibili anche perché ci può essere una confusione cognitiva, una ridotta capacità di programmare e una necessità non prorogabile. A volte la notte può essere un momento utile, o la casa deserta durante i giorni lavorativi dei familiari.
Ma quanta solitudine!
Meccanismo complesso il vomito, complesso sia da un punto di vista fisiologico che da quello psicologico, capace di fare male, isolare. Non naturale, pericoloso: meglio parlarne subito
con qualcuno di fiducia!
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