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Qual è il ruolo del BMI nella diagnosi differenziale tra i diversi disturbi alimentari?

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Fondazione Maria Bianca Corno
per la lotta contro l'Anoressia mentale E.T.S. (Ente Filantropico)
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Qual è il ruolo del BMI nella diagnosi differenziale tra i diversi disturbi alimentari?

Fondazione Maria Bianca Corno
Pubblicato da Dott.sse M. Nicastro e C. M. Galli in BMI · Domenica 15 Giu 2025 · Tempo di lettura 1:15
Tags: BMI_nella_diagnosi_differenziale_disturbi_alimentari
Il BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea) è il rapporto tra il peso espresso in kg e l’altezza al quadrato espressa in metri.
Nei disturbi alimentari questo parametro non determina da solo la diagnosi e nella maggioranza dei casi rappresenta un indice di gravità.
Nell’anoressia nervosa il basso peso è tra gli elementi suggestivi per la diagnosi ed il BMI nella maggioranza dei casi si attesta sotto la norma (BMI < 18.5). Nei bambini si considera invece il percentile di crescita (< 5° percentile). Solo un BMI basso non è sufficiente per fare diagnosi di anoressia e al contempo è possibile la presenza di un BMI normale accompagnato da segni e comportamenti tipici del disturbo.

Nella bulimia nervosa il peso spesso è normale o leggermente più elevato, dovuto alla presenza di metodi compensativi le abbuffate (vomito, lassativi, iperattività fisica), mentre nel disturbo da alimentazione incontrollata (BED), mancando la compensazione, spesso il BMI risulta elevato.
Per evitare diagnosi errate o tardive è importante quindi non basarsi solo sul BMI ma sulla storia clinica della persona.





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