Anoressia e gravidanza
Pubblicato da Dott. Gianluigi Mansi in Anoressia · Mercoledì 18 Giu 2025 · 2:15
Tags: Anoressia, e, gravidanza
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Una donna anoressica può aspirare alla maternità?
Il rapporto fra anoressia e gravidanza è complesso.
Certo l’anoressia, può avere importanti ripercussioni sulla fertilità ma non la rende impossibile.
L’alterazione del ciclo mestruale, l’amenorrea, può essere interpretata come un segno di “non fertilità” ma non è sempre così.
Negli ultimi anni, c’è stato infatti un aumento delle donne in gravidanza con un indice di massa corporea (BMI) molto basso e anoressia nervosa. E anche donne che in gravidanza hanno iniziato a rifiutare il cibo e a percepire la propria immagine come distorta, con conseguente ossessione del proprio peso (pregoressia: pregnancy e anorexia). In altre circostanze, invece, la gestazione viene vissuta come un momento di tregua rispetto ai modelli condivisi di bellezza femminile e si rilevi una minore insoddisfazione corporea, l. Ma il rischio anoressico può ripresentarsi dopo il parto.
In una donna gravida con anoressia quali problemi potrebbero insorgere?
È anzitutto considerare che aumentare di peso durante la gravidanza è normale. L'aumento di peso è un fenomeno fisiologico e variabile in base all'indice di massa corporea (BMI) della donna prima della gravidanza. In media, una donna normopeso (BMI tra 18,5 e 24,9 kg/m²) potrebbe aumentare di circa 11-16 kg durante.
Il cambiamento corporeo può essere considerato un altro fattore di vulnerabilità a causa del difficile processo di elaborazione dell’immagine corporea che si modifica.
Risulta disturbante soprattutto l’aumento di peso in parti del corpo non direttamente connesse alla gravidanza, come gambe, viso e braccia, mentre le trasformazioni che avvicinano agli standard sociali, come l’aumento del seno, sono più tollerate.
Tutto ciò può determinare basso apporto calorico, carenze nutrizionali e vitaminiche, stress, episodi digiuno.
Tra i possibili rischi per la madre ci sono:
· la malnutrizione, la disidratazione e l’anemia;
· l’osteoporosi, la perdita di massa muscolare;
· le infezioni urinarie, le emorragie o le complicazioni cardiache;
· la depressione post-partum.
Per quanto riguarda il feto, invece, i rischi includono:
· il ritardo di crescita intrauterino, il basso peso alla nascita o la prematurità;
· le malformazioni, le malattie metaboliche;
· l’ipossia fetale, l’asfissia neonatale o la morte intrauterina;
· i problemi neurologici, comportamentali o cognitivi.
Durante tutta la gravidanza e dopo il parto occorrerà ovviamente un monitoraggio medico, psicoterapico e nutrizionale intensivo.

